Antimafia: inammissibili, per difetto di rilevanza, le questioni di costituzionalità dell'art. 92 d.lgs. 159/2011, concernenti gli effetti dell'informazione interdittiva, sollevate dal TAR Liguria
Sono inammissibili, per difetto di rilevanza, le questioni di legittimità costituzionale - sollevate dal TAR Liguria in riferimento agli artt. 3, primo comma, 4 e 41 Cost. - dell'art. 92 del d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159 («Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, nonché nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 13 agosto 2010, n. 136»), là dove non prevede che il prefetto, nell'emettere l'informazione interdittiva, possa escluderne gli effetti che impediscono o pregiudicano l'esercizio delle attività imprenditoriali, qualora da essi derivi la mancanza di mezzi di sostentamento per il destinatario del provvedimento e per la sua famiglia.
Corte costituzionale, 28 novembre 2025, n. 175
Bilancio e contabilità pubblica: è incostituzionale la normativa della Campania sul finanziamento dell'Agenzia regionale per la protezione ambientale
È incostituzionale - per violazione dell'art. 117, secondo comma, lett. e), Cost. («armonizzazione dei bilanci pubblici») - la normativa della Regione Campania (l. 10/1998) in materia di finanziamento dell'Agenzia regionale per la protezione ambientale (ARPAC). ● V. anche Corte cost., sent. n. 150/2025, in questa Rivista.
Corte costituzionale, 28 novembre 2025, n. 174
Società: la presunzione ex art. 15, § 5, comma 3, direttiva 2004/25/CE, secondo cui il corrispettivo proposto in un'offerta pubblica di acquisto obbligatoria dei titoli di una società è giusto, ha natura relativa
L'art. 15, § 5, terzo comma, della direttiva 2004/25/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 aprile 2004, concernente le offerte pubbliche di acquisto, dev'essere interpretato nel senso che la presunzione che tale disposizione stabilisce, secondo cui il corrispettivo proposto in un'offerta pubblica di acquisto obbligatoria dei titoli di una società è giusto, dev'essere considerata una presunzione relativa che può essere superata in circostanze quali quelle previste dall'art. 5, § 4, secondo comma, di detta direttiva o definite dallo Stato membro interessato in applicazione di quest'ultima disposizione, a condizione che tali circostanze non siano state portate all'attenzione dell'autorità di vigilanza di tale Stato membro, ai fini della modifica del prezzo dell'offerta pubblica di acquisto obbligatoria preliminare, o che esse emergano solo dopo la chiusura di tale offerta, quando una tale modifica non è più possibile.
Corte di giustizia UE, quinta sezione, 27 novembre 2025
Diritto penale: è incostituzionale l'art. 624-bis, comma 4, c.p., là dove, per il furto in abitazione, non consente di ritenere prevalente o equivalente l'attenuante del vizio parziale di mente, se concorre con l'aggravante della violenza sulle cose
È incostituzionale l'art. 624-bis, comma 4, c.p., là dove, per il furto in abitazione, non consente di ritenere prevalente o equivalente la circostanza attenuante del vizio parziale di mente prevista dall'art. 89 c.p., allorché questa concorra con la circostanza aggravante di cui all'art. 625, comma 1, n. 2), prima parte, c.p. (violenza sulle cose).
Corte costituzionale, 27 novembre 2025, n. 173
Diritto penale: è incostituzionale l'art. 131-bis, comma 3, c.p., là dove esclude la particolare tenuità del fatto per i delitti di violenza, minaccia e resistenza ad ufficiali e agenti di pubblica sicurezza o polizia giudiziaria
È incostituzionale l'art. 131-bis, comma 3, c.p. («Esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto»), là dove stabilisce che l'offesa non può essere ritenuta di particolare tenuità quando si procede per i delitti previsti dagli artt. 336 e 337 c.p., se il fatto è commesso nei confronti di un ufficiale o agente di pubblica sicurezza o di un ufficiale o agente di polizia giudiziaria nell'esercizio delle proprie funzioni.
Corte costituzionale, 27 novembre 2025, n. 172
Diritto penale: non è incostituzionale l'art. 624-bis, commi 2 e 3, c.p. (furto con strappo), là dove non prevede l'attenuante della lieve entità del fatto
Non sono fondate le questioni di legittimità costituzionale - sollevate dal Tribunale di Firenze e dal GUP del Tribunale di Milano in riferimento, nel complesso, agli artt. 3 e 27, commi primo e terzo, Cost. - dell'art. 624-bis, commi 2 e 3, c.p., là dove non prevede che la pena da esso comminata per il reato di furto con strappo è diminuita in misura non eccedente un terzo quando per la natura, la specie, i mezzi, le modalità o circostanze dell'azione, ovvero per la particolare tenuità del danno o del pericolo, il fatto risulti di lieve entità.
Corte costituzionale, 27 novembre 2025, n. 171
Pubblico impiego: sulle procedure non concorsuali di stabilizzazione del personale precario decide il giudice ordinario
In tema di pubblico impiego, appartengono alla giurisdizione del giudice ordinario le controversie riguardanti le procedure di stabilizzazione del personale precario prive di natura concorsuale, in quanto consistenti nella mera verifica, oggettiva e vincolata, del possesso dei requisiti richiesti. ● V. anche, in questa Rivista, ex plurimis: TAR Abruzzo, sentt. nn. 106/2023 e 222/2019; TAR Calabria, sez. II, sent. n. 1309/2024; TAR Calabria, Reggio Calabria, sent. n. 709/2023; TAR Lombardia, sez. III, sent. n. 208/2023; TAR Sicilia, sez. I, sentt. nn. 2583/2021 e 2763/2019; TAR Sicilia, Catania, sez. IV, sent. n. 3442/2023.
TAR Sicilia, sezione IV, 11 novembre 2025, n. 2477
Accesso civico generalizzato: il no all'istanza ostensiva dev'essere adeguatamente motivato
È illegittimo il diniego opposto all'istanza di accesso civico generalizzato ex art. 5, comma 2, del d.lgs. 14 marzo 2013, n. 33 («Riordino della disciplina riguardante il diritto di accesso civico e gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni»), ove non sorretto da un'adeguata motivazione circa la necessità di evitare un pregiudizio - specifico, concreto e, se non certo, quantomeno altamente probabile - alla tutela di uno degli interessi pubblici e privati di cui all'art. 5-bis, commi 1 e 2, d.lgs. cit. ● V. anche TAR Sicilia, sez. IV, sent. n. 539/2025, in questa Rivista.
TAR Veneto, sezione III, 10 novembre 2025, n. 2049
Edilizia e urbanistica: il contributo di costruzione versato in esecuzione di una convenzione urbanistica rimane dovuto anche nel caso di mancata attività di trasformazione del territorio
In tema di edilizia e urbanistica, qualora il rilascio del permesso di costruire e il versamento del contributo ex art. 16 del d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 [«Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia. (Testo A)»], avvengano in esecuzione di una convenzione urbanistica, la debenza del contributo prescinde dall'avvenuta attività di trasformazione del territorio, trovando la sua causa nella convenzione stessa.
TAR Lombardia, sezione II, 7 novembre 2025, n. 3613
Ambiente: gli obblighi di messa in sicurezza, bonifica e ripristino ambientale gravano solo sul responsabile dell'inquinamento
Ai sensi dell'art. 242 del d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152 («Norme in materia ambientale»), in virtù del principio "chi inquina paga", gravano sul responsabile dell'inquinamento gli obblighi di messa in sicurezza, bonifica e ripristino ambientale, presupponendo detto principio una responsabilità per danno colpevole, che l'Amministrazione procedente è tenuta ad accertare, attesa la mancanza, nella materia de qua, di presunzioni o meccanismi di inversione dell'onere probatorio. ● V. anche, in questa Rivista: CGUE, terza sezione, sent. 4 marzo 2015, causa C-534/13; CdS, sez. VI, sentt. nn. 6138/2017 e 4119/2016; TAR Basilicata, sent. n. 157/2024; TAR Liguria, sez. I, sent. n. 610/2020; TAR Puglia, Lecce, sez. II, sent. n. 934/2023.
TAR Piemonte, sezione II, 6 novembre 2025, n. 1552
Cittadinanza UE: uno Stato membro è tenuto a riconoscere il matrimonio omosessuale legalmente contratto da due cittadini dell'Unione in un altro Stato membro durante l'esercizio della loro libertà di circolazione e di soggiorno
Gli artt. 20 e 21, § 1, TFUE, letti alla luce degli artt. 7 e 21, § 1, CDFUE, devono essere interpretati nel senso che essi ostano alla normativa di uno Stato membro (nel caso di specie, la Polonia) che, con la motivazione che il diritto di tale Stato membro non autorizza il matrimonio tra persone dello stesso sesso, non consente di riconoscere il matrimonio tra due cittadini dello stesso sesso di detto Stato membro, legalmente contratto durante l'esercizio della loro libertà di circolazione e di soggiorno in un altro Stato membro nel quale hanno sviluppato o consolidato una vita familiare, né di trascrivere a tal fine l'atto di matrimonio nel registro dello stato civile del primo Stato membro, qualora tale trascrizione sia l'unico mezzo previsto da quest'ultimo che permette un tale riconoscimento.
Corte di giustizia UE, grande sezione, 25 novembre 2025
Procedura penale: è incostituzionale l'art. 83 c.p.p., là dove non prevede che, nel caso di responsabilità civile derivante dalle assicurazioni obbligatorie ex lege 24/2017, l'assicuratore possa essere citato in giudizio a richiesta del medico imputato
È incostituzionale - per violazione dell'art. 3 Cost. - l'art. 83 c.p.p., là dove non prevede che, nel caso di responsabilità civile derivante dalle assicurazioni obbligatorie di cui all'art. 10, comma 1, terzo periodo, e comma 2, della l. 8 marzo 2017, n. 24 («Disposizioni in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita, nonché in materia di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie»), l'assicuratore possa essere citato nel processo penale a richiesta dell'imputato. ● V. anche Corte cost., sent. n. 159/2022, in questa Rivista.
Corte costituzionale, 25 novembre 2025, n. 170
Elezioni: va esclusa la lista di candidati sottoscritta da un numero di elettori superiore a quello massimo stabilito dalla legge
In tema di elezioni, la lista di candidati che sia stata sottoscritta da un numero di elettori superiore a quello massimo stabilito dalla legge dev'essere esclusa dalla competizione, senza che possa procedersi allo stralcio delle firme in eccesso, pur qualora invalide, essendo la previsione di detto limite finalizzata a garantire la libera e genuina espressione della volontà del corpo elettorale (fattispecie riguardante il rinnovo di un Consiglio regionale).
Consiglio di Stato, sezione V, 6 novembre 2025, n. 8649
Appalti pubblici: per il risarcimento dei danni da illegittima aggiudicazione di un appalto non è necessario provare la colpa della P.A.
In tema di procedure per l'affidamento di contratti pubblici, la responsabilità dell'Amministrazione per i danni derivanti dall'illegittima aggiudicazione di un appalto riveste carattere oggettivo e, pertanto, non richiede la prova della colpa. ● V. anche, in questa Rivista: CdS, ad. plen., sent. n. 2/2017; sez. V, sent. n. 8568/2023; TAR Calabria, sez. I, sent. n. 1493/2022; TAR Sicilia, sez. III, sentt. nn. 1647/2023 e 698/2020.
Consiglio di Stato, sezione VI, 5 novembre 2025, n. 8609
Appalti pubblici: il principio del once only sancito dall'art. 99, comma 3, d.lgs. 36/2023 non opera in sede di valutazione delle offerte
In tema di procedure per l'affidamento di contratti pubblici: a) il principio del once only nei rapporti fra stazioni appaltanti e operatori economici, sancito dall'art. 99, comma 3, del d.lgs. 31 marzo 2023, n. 36 («Codice dei contratti pubblici in attuazione dell'articolo 1 della legge 21 giugno 2022, n. 78, recante delega al Governo in materia di contratti pubblici»), non opera in sede di valutazione delle offerte, sicché non può sanare eventuali carenze documentali delle stesse; b) il soccorso istruttorio è attivabile al solo scopo di acquisire chiarimenti e precisazioni sul contenuto di un'offerta, e non anche per integrarlo; c) il principio del risultato di cui all'art. 1 d.lgs. cit. mira a risolvere dubbi sulla legge di gara, privilegia l'effettivo e tempestivo conseguimento degli obiettivi dell'azione pubblica e, nell'analisi dei casi concreti, consente di evitare formalismi cui non corrisponda una concreta ed effettiva esigenza di tutela di interessi rilevanti; d) in capo agli operatori economici concorrenti sussiste un dovere particolarmente intenso di chiarezza e completezza espositiva sia nella formulazione e presentazione delle offerte sia nella produzione dei documenti necessari alla verifica dei requisiti di ordine generale e speciale, con la conseguenza che l'operatore negligente, oltre a violare i doveri di correttezza e buona fede cui è vincolato, arreca un oggettivo intralcio allo svolgimento della procedura, del quale non si può non tenere conto.
Consiglio di Stato, sezione V, 4 novembre 2025, n. 8567
Esame da avvocato: per la valutazione degli scritti basta il voto numerico
In tema di esame di Stato per l'abilitazione all'esercizio della professione forense, l'attribuzione, da parte della commissione esaminatrice, di un mero punteggio numerico agli elaborati scritti dei candidati costituisce motivazione sufficiente della relativa valutazione. ● V. anche, in questa Rivista: Corte cost., sent. n. 175/2011; CdS, ad. plen., sent. n. 7/2017; contra, TAR Lombardia, sez. III, sent. n. 1170/2025.
CGA Regione Siciliana, 5 novembre 2025, n. 856
Procedura penale: se adottato de plano al di fuori dei casi previsti dall'art. 666, comma 2, c.p.p., il decreto del giudice dell'esecuzione è affetto da nullità generale e assoluta
In tema di esecuzione penale, ai sensi dell'art. 666, comma 2, c.p.p., il decreto di inammissibilità per manifesta infondatezza può essere emesso de plano soltanto qualora l'istanza manchi dei requisiti posti direttamente dalla legge e la presa d'atto di tale mancanza non richieda accertamenti di tipo cognitivo né valutazioni discrezionali; diversamente, esso è affetto da nullità di ordine generale e assoluta, rilevabile d'ufficio in ogni stato e grado del procedimento, ai sensi degli artt. 178 e 179 c.p.p.
Corte di cassazione, sezione I penale, 1° ottobre 2025, n. 34333 (dep. 21 ottobre 2025)
Fisco: il contribuente che non impugna l'intimazione di pagamento perde la possibilità di eccepire la prescrizione del debito fiscale
L'omessa impugnazione dell'intimazione di pagamento di cui all'art. 50 del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 602 («Disposizioni sulla riscossione delle imposte sul reddito»), determina il consolidamento del debito fiscale e, quindi, l'impossibilità di far valere vicende estintive dello stesso verificatesi anteriormente alla notificazione dell'atto.
Corte di cassazione, sezione tributaria, 30 ottobre 2025, n. 28706
Professioni: uno Stato UE non è tenuto a considerare titoli di formazione ottenuti in un altro Stato UE nel quale non sono legalmente riconosciuti né danno accesso alla professione corrispondente (come quella di insegnante di sostegno)
Gli artt. 45 e 49 TFUE devono essere interpretati nel senso che essi non impongono allo Stato membro ospitante un obbligo di prendere in considerazione, nell'ambito dell'esame di una domanda di riconoscimento delle qualifiche professionali, un titolo di formazione ottenuto in un altro Stato membro che non sia legalmente riconosciuto da tale Stato e sia privo di qualsiasi carattere ufficiale in detto Stato (domande di pronuncia pregiudiziale proposte dal TAR Lazio).
Corte di giustizia UE, ottava sezione, 20 novembre 2025
Trattamento dei dati personali: un'importante pronuncia della CGUE sulla raccolta, da parte delle autorità di polizia, dei dati biometrici e genetici di persone accusate o sospettate di aver commesso un reato
La Corte di giustizia UE ha dichiarato che: 1) gli artt. 8 e 10 della direttiva (UE) 2016/680 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativa alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali da parte delle autorità competenti a fini di prevenzione, indagine, accertamento e perseguimento di reati o esecuzione di sanzioni penali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la decisione quadro 2008/977/GAI del Consiglio, devono essere interpretati nel senso che, per quanto riguarda la raccolta, la conservazione e la cancellazione di dati biometrici e genetici, la nozione di «diritto dello Stato membro», ai sensi di tali articoli, dev'essere intesa nel senso che essa si riferisce a una disposizione di portata generale che enunci le condizioni minime per la raccolta, la conservazione e la cancellazione di tali dati, come interpretata dalla giurisprudenza dei giudici nazionali, purché tale giurisprudenza sia accessibile e sufficientemente prevedibile; 2) gli artt. 6 e 4, § 1, lett. c), della direttiva 2016/680, in combinato disposto con l'art. 10 di tale direttiva, devono essere interpretati nel senso che essi non ostano a una normativa nazionale che consente, indistintamente, la raccolta di dati biometrici e genetici di qualsiasi persona sia perseguita per aver commesso un reato doloso o sia sospettata di aver commesso un siffatto reato, purché, da un lato, le finalità di tale raccolta non impongano di stabilire una distinzione tra queste due categorie di persone e, dall'altro, i titolari del trattamento siano tenuti, conformemente al diritto nazionale, compresa la giurisprudenza dei giudici nazionali, a rispettare l'insieme dei principi e dei requisiti specifici enunciati agli artt. 4 e 10 di detta direttiva; 3) l'art. 4, § 1, lett. e), della direttiva 2016/680 dev'essere interpretato nel senso che esso non osta a una normativa nazionale in virtù della quale la necessità di mantenere la conservazione di dati biometrici e genetici è valutata dai servizi di polizia sulla base di norme interne, senza che tale normativa preveda un periodo massimo di conservazione, purché detta normativa fissi termini adeguati di verifica periodica della necessità di conservare tali dati e, in occasione di tale verifica, sia valutata la stretta necessità di proseguire la loro conservazione.
Corte di giustizia UE, quinta sezione, 20 novembre 2025