Pubblico impiego: sul conferimento di incarichi di elevata qualificazione decide il giudice ordinario
In tema di pubblico impiego contrattualizzato, appartengono alla giurisdizione del giudice ordinario le controversie riguardanti il conferimento di incarichi di elevata qualificazione, rientrando questo nel novero degli atti di micro-organizzazione, costituenti esplicazione della capacità e dei poteri del privato datore di lavoro, inerenti a posizioni di diritto soggettivo.
TAR Calabria, sezione II, 12 gennaio 2026, n. 25
Immigrazione: l'imprenditore che richiede l'assunzione di lavoratori stranieri deve possedere un'adeguata capacità economico-finanziaria
In tema di immigrazione, l'art. 30-bis, comma 1, del d.P.R. 31 agosto 1999, n. 394 («Regolamento recante norme di attuazione del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, a norma dell'articolo 1, comma 6, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286»), dev'essere interpretato nel senso che, ove il richiedente l'assunzione di lavoratori stranieri sia un imprenditore, è necessario valutarne la capacità economico-finanziaria, anche alla luce del volume d'affari, delle commesse ottenute, della solidità aziendale, nonché di altri elementi idonei a comprovare che esso è in grado di sostenere gli oneri di quella assunzione.
TAR Lombardia, sezione IV, 9 gennaio 2026, n. 102
Appalti pubblici: il termine di 180 giorni stabilito dal regolamento ANAC per le annotazioni nel casellario informatico è perentorio
Il termine di 180 giorni stabilito dal regolamento dell'Autorità nazionale anticorruzione (ANAC) per l'inserimento delle annotazioni nel casellario informatico dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture ha natura perentoria (fattispecie relativa all'art. 17 del regolamento approvato con delibera del Consiglio 2 ottobre 2019, n. 861, successivamente modificato con delibera del Consiglio 29 luglio 2020, n. 721).
TAR Lazio, sezione I-quater, 7 gennaio 2026, n. 179
Diritto penale: non è incostituzionale l'art. 628, comma 5, c.p. (rapina), là dove prevede la "blindatura totale" dell'aggravante del fatto commesso all'interno di mezzi di pubblico trasporto
Non sono fondate le questioni di legittimità costituzionale - sollevate dal Tribunale di Vercelli in riferimento agli artt. 3 e 27 Cost. - dell'art. 628, comma 5, c.p. (rapina), là dove non consente di ritenere prevalente o equivalente la circostanza attenuante della lieve entità del fatto rispetto alla circostanza aggravante dell'averlo «commesso all'interno di mezzi di pubblico trasporto» [art. 628, comma 3, n. 3-ter), c.p.].
Corte costituzionale, 20 gennaio 2026, n. 3
Processo amministrativo: l'errata valutazione giuridica delle risultanze processuali non integra vizio revocatorio ex art. 395, comma 1, n. 4), c.p.c.
In tema di processo amministrativo, l'errore di fatto idoneo a costituire il vizio revocatorio previsto dall'art. 395, comma 1, n. 4), c.p.c.: 1) deve consistere in una "svista" materiale su circostanze decisive, emergenti direttamente dagli atti di causa, sicché non rientrano nella relativa nozione le valutazioni giuridiche sulle risultanze processuali; 2) è configurabile nell'ipotesi di omesso esame di atti difensivi della parte, nei cui confronti si sia regolarmente instaurato il contraddittorio, solo a seguito della mancata pronuncia su domande o eccezioni della parte medesima, ovvero, rispetto ad atti che non contengano o non siano idonei a contenere tali domande o eccezioni, quando il mancato esame abbia comportato una svista percettiva del giudice, evitabile mediante la lettura di quegli scritti, in ordine alla esistenza o inesistenza di una circostanza fattuale di natura decisiva. ● V. anche, in questa Rivista, ex plurimis: CdS, sez. II, sentt. nn. 9893/2023 e 741/2023; sez. III, sent. n. 8053/2024; sez. IV, sent. n. 3089/2021; sez. V, sent. n. 3734/2025; sez. VI, sent. n. 3306/2020; CGARS, sentt. nn. 414/2024 e 807/2021.
Consiglio di Stato, sezione V, 13 gennaio 2026, n. 275
Circolazione stradale: la revisione della patente di guida ha natura cautelare
In tema di circolazione stradale, la revisione della patente di guida ex art. 128 del d.lgs. 30 aprile 1992, n. 285 («Nuovo codice della strada») riveste natura cautelare, e non già sanzionatoria, essendo finalizzata a garantire la sicurezza del traffico, sicché può essere disposta ogniqualvolta, pur a seguito di una sola trasgressione del codice della strada, sorgano dubbi circa la persistenza, in capo al titolare, dei requisiti fisici e psichici prescritti o dell'idoneità tecnica.
Consiglio di Stato, sezione V, 2 gennaio 2026, n. 16
Contributi pubblici: se la richiesta contiene palesi errori o imprecisioni, la P.A. deve attivare il soccorso istruttorio
In tema di contributi pubblici, qualora la domanda di ammissione al beneficio contenga errori o imprecisioni rilevabili ictu oculi, l'Amministrazione è tenuta ad attivare il soccorso istruttorio ex art. 6, comma 1, lett. b), della l. 7 agosto 1990, n. 241 («Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi»).
Consiglio di Stato, sezione V, 30 dicembre 2025, n. 10432
Azione popolare elettorale: il cittadino elettore non può contestare solo in parte il risultato della consultazione
L'azione popolare elettorale è volta a tutelare la regolarità delle operazioni elettorali, ossia un interesse dell'intera collettività, e non già del singolo cittadino legittimato ad agire, il quale, pertanto, non può censurare solamente una parte del risultato della consultazione (fattispecie riguardante l'elezione dei membri del Parlamento europeo spettanti all'Italia). ● V. anche CdS, sez. III, sent. n. 2428/2020, in questa Rivista.
Consiglio di Stato, sezione V, 18 dicembre 2025, n. 10038
Processo amministrativo: va annullata con rinvio la sentenza del giudice che ha erroneamente dichiarato inammissibile il ricorso per mancata notificazione ad almeno uno dei controinteressati
In tema di processo amministrativo, ai sensi dell'art. 105, comma 1, c.p.a., dev'essere annullata con rimessione della causa la sentenza del giudice che abbia erroneamente dichiarato l'inammissibilità del ricorso per mancata notificazione dello stesso ad almeno uno dei controinteressati (art. 41, comma 2, c.p.a.).
CGA Regione Siciliana, 11 dicembre 2025, n. 997
Procedura penale: non è incostituzionale l'art. 578, comma 1, c.p.p., là dove prevede che il giudice di appello o la corte di cassazione, se dichiara prescritto il reato, decide sull'impugnazione ai soli effetti civili
Non sono fondate le questioni di legittimità costituzionale - sollevate dalla Corte d'appello di Lecce in riferimento agli artt. 3 e 117, primo comma, Cost., quest'ultimo in relazione all'art. 6, § 2, CEDU, nonché in riferimento agli artt. 117, primo comma, e 11 Cost., in relazione agli artt. 3 e 4 della direttiva (UE) 2016/343 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 marzo 2016, e all'art. 48 CDFUE - dell'art. 578, comma 1, c.p.p., là dove stabilisce che, quando nei confronti dell'imputato è stata pronunciata condanna alle restituzioni o al risarcimento del danno, il giudice di appello o la corte di cassazione, nel dichiarare estinto il reato per prescrizione, decide sull'impugnazione ai soli effetti civili, e non che, analogamente a quanto previsto dal comma 1-bis del medesimo art. 578, debba rinviare per le questioni civili al giudice civile di pari grado.
Corte costituzionale, 16 gennaio 2026, n. 2
Aiuti di Stato: la normativa italiana in materia di concessione e versamento di aiuti de minimis all'agricoltura contrasta col diritto UE
Gli artt. 3 e 6, §§ 1 e 3, del regolamento (UE) n. 1408/2013 della Commissione, del 18 dicembre 2013, relativo all'applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea agli aiuti «de minimis» nel settore agricolo, devono essere interpretati nel senso che: 1) essi ostano a una normativa nazionale (come quella italiana) che prevede la concessione e il versamento di aiuti di Stato de minimis all'agricoltura prima della creazione completa e integrale di un registro centrale degli aiuti a livello nazionale, senza esigere una dichiarazione specifica dell'impresa richiedente l'aiuto relativa all'importo e alla natura di altri aiuti di Stato dalla stessa ricevuti durante l'esercizio fiscale in corso e i due esercizi fiscali precedenti; 2) la produzione di una dichiarazione relativa ad eventuali aiuti ricevuti durante il periodo di tre anni precedente la creazione completa e integrale di un registro centrale degli aiuti a livello nazionale non è una condizione di ammissibilità della presentazione della domanda di aiuto, ma una siffatta dichiarazione costituisce una condizione per la concessione dell'aiuto, cosicché essa deve essere ottenuta dallo Stato membro prima della concessione di un siffatto aiuto (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla Corte di cassazione).
Corte di giustizia UE, settima sezione, 15 gennaio 2026
Trasporto aereo: in caso di cancellazione del volo, nel rimborso del prezzo del biglietto va inclusa la commissione riscossa da un intermediario al momento dell'acquisto
L'art. 8, § 1, lett. a), del regolamento (CE) n. 261/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 febbraio 2004, che istituisce regole comuni in materia di compensazione ed assistenza ai passeggeri in caso di negato imbarco, di cancellazione del volo o di ritardo prolungato e che abroga il regolamento (CEE) n. 295/91, in combinato disposto con l'art. 5, § 1, lett. a), del medesimo regolamento, dev'essere interpretato nel senso che il prezzo del biglietto aereo che deve essere preso in considerazione per stabilire l'importo del rimborso dovuto dal vettore aereo a un passeggero in caso di cancellazione di un volo include la differenza tra l'importo pagato dal passeggero stesso e quello ricevuto da tale vettore aereo, la quale corrisponde a una commissione percepita da un'impresa, intervenuta in qualità di intermediario, senza che occorra che il vettore aereo conosca l'importo esatto di tale commissione.
Corte di giustizia UE, quarta sezione, 15 gennaio 2026
Concorrenza: la normativa italiana che non prevede la perentorietà del termine di conclusione dell'istruttoria fissato dall'AGCM nella comunicazione degli addebiti per pratica anticoncorrenziale non contrasta col diritto UE
L'art. 101 TFUE, letto alla luce del principio generale del diritto ad un buon andamento dell'amministrazione, dell'art. 47 CDFUE nonché del principio di effettività, dev'essere interpretato nel senso che esso non osta a una normativa nazionale (come quella italiana) che, nell'ambito di un procedimento diretto all'accertamento di una pratica anticoncorrenziale condotto da un'autorità nazionale garante della concorrenza, non prevede espressamente che il termine di conclusione della fase istruttoria del procedimento in parola, fissato da tale autorità nella comunicazione degli addebiti, abbia natura perentoria, cosicché detta autorità può differire unilateralmente tale termine, con atti motivati sottoposti a controllo giurisdizionale, al sopravvenire di circostanze che determinino un ampliamento dell'oggetto di detto procedimento o del numero delle imprese in esso coinvolte, a condizione che un siffatto differimento non abbia come conseguenza un superamento del termine ragionevole entro il quale tale fase istruttoria deve essere conclusa (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Consiglio di Stato).
Corte di giustizia UE, decima sezione, 15 gennaio 2026
Immigrazione: il lavoratore straniero può essere assunto solo dal soggetto che per lui ha ottenuto il nullaosta al lavoro subordinato
In tema di immigrazione, salvo impossibilità sopravvenuta o circostanze eccezionali, il lavoratore straniero può essere assunto solo dal soggetto che per lui ha ottenuto il nullaosta al lavoro subordinato, né, ove tale assunzione non avvenga, può beneficiare di un permesso di soggiorno per attesa occupazione ex art. 22, comma 11, del d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286 («Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero»), giacché questo presuppone che un rapporto di lavoro subordinato si sia effettivamente instaurato e sia poi cessato per causa non imputabile al lavoratore.
TAR Lombardia, sezione III, 7 gennaio 2026, n. 15
Cittadinanza: la residenza decennale dello straniero nel territorio italiano richiesta dall'art. 9, comma 1, lett. f), l. 91/1992 può essere provata solo col certificato anagrafico
In tema di cittadinanza, la prova che lo straniero «risiede legalmente da almeno dieci anni nel territorio della Repubblica» [art. 9, comma 1, lett. f), l. 5 febbraio 1992, n. 91 («Nuove norme sulla cittadinanza»)] non può essere fornita con mezzi diversi dalla certificazione anagrafica. ● V. anche TAR Abruzzo, Pescara, sent. n. 28/2025 (per la quale, invece, la nozione di residenza legale va intesa come «luogo in cui la persona ha la dimora abituale», giusta l'art. 43, comma 2, c.c., sicché la relativa prova può essere fornita anche con mezzi diversi dal certificato anagrafico), e TAR Lombardia, Brescia, sez. I, sent. n. 923/2025, entrambe in questa Rivista.
TAR Toscana, sezione II, 5 gennaio 2026, n. 1
Processo amministrativo: l'accertamento tecnico preventivo e la consulenza tecnica preventiva ex artt. 696 e 696-bis c.p.c. possono trovare ingresso nel giudizio amministrativo solo come misure cautelari ante causam
Le richieste di accertamento tecnico preventivo e di consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite ex artt. 696 e 696-bis c.p.c., essendo anteriori alla proposizione di una domanda di annullamento o di accertamento, sono compatibili col processo amministrativo solamente se rientrano nello schema delle misure cautelari ante causam di cui all'art. 61 c.p.a.
TAR Lombardia, Brescia, sezione II, 27 dicembre 2025, n. 1189
Processo amministrativo: inammissibile il ricorso in ottemperanza non preceduto dalla notifica del titolo esecutivo presso la sede reale dell'Amministrazione debitrice
È inammissibile il ricorso in ottemperanza che non sia stato preceduto dalla rituale notifica del titolo esecutivo presso la sede reale dell'Amministrazione debitrice, ai fini della decorrenza del termine dilatorio di centoventi giorni previsto dall'art. 14 del d.l. 31 dicembre 1996, n. 669 («Disposizioni urgenti in materia tributaria, finanziaria e contabile a completamento della manovra di finanza pubblica per l'anno 1997»), convertito, con modificazioni, nella l. 28 febbraio 1997, n. 30. ● V. anche CdS, sez. IV, sent. n. 1742/2024, e TAR Sicilia, Catania, sez. I, sent. n. 2443/2020, entrambe in questa Rivista.
TAR Abruzzo, 23 dicembre 2025, n. 590
Appalti pubblici: i chiarimenti forniti dalla stazione appaltante non possono modificare la lex di gara
In tema di procedure per l'affidamento di contratti pubblici, i chiarimenti forniti dalla stazione appaltante agli operatori economici non possono modificare il contenuto della lex di gara. ● V. anche, in questa Rivista: CdS, sez. III, sent. n. 74/2016, e sez. V, sentt. nn. 2260/2021 e 6026/2019; TAR Veneto, sez. II, sent. n. 1568/2023, e sez. III, sent. n. 1159/2021.
Consiglio di Stato, sezione III, 12 dicembre 2025, n. 9835
Processo amministrativo: va annullata con rinvio la sentenza del giudice che ha erroneamente declinato la giurisdizione
In tema di processo amministrativo, ai sensi dell'art. 105, comma 1, c.p.a., dev'essere annullata con rimessione della causa la sentenza del giudice che abbia erroneamente declinato la giurisdizione.
Consiglio di Stato, sezione VII, 10 dicembre 2025, n. 9720
Immigrazione: l'art. 7, comma 2, d.l. 20/2023 tiene fermo il regime previgente per tutte le originarie istanze di rilascio dei permessi per protezione speciale, vittime del reato di costrizione o induzione al matrimonio, cure mediche o calamità naturali
In tema di immigrazione, la disciplina transitoria di cui all'art. 7, comma 2, del d.l. 10 marzo 2023, n. 20 («Disposizioni urgenti in materia di flussi di ingresso legale dei lavoratori stranieri e di prevenzione e contrasto all'immigrazione irregolare»), convertito, con modificazioni, nella l. 5 maggio 2023, n. 50, tiene fermo il regime previgente per tutte le originarie istanze di rilascio del titolo da convertire (permesso per protezione speciale, vittime del reato di costrizione o induzione al matrimonio, cure mediche o calamità naturali), dunque pendenti al momento dell'entrata in vigore del medesimo decreto-legge, e non già per le istanze di conversione sic et simpliciter.
Consiglio di Stato, sezione III, 5 dicembre 2025, n. 9630