Circolazione stradale: i danni subiti dal conducente dell'unico veicolo coinvolto in un incidente non devono essere coperti dall'assicurazione obbligatoria RCA prevista dalla direttiva 2009/103/CE, anche se l'incidente è stato provocato da un passeggero
L'art. 12, § 1, della direttiva 2009/103/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 settembre 2009, concernente l'assicurazione della responsabilità civile risultante dalla circolazione di autoveicoli e il controllo dell'obbligo di assicurare tale responsabilità, dev'essere interpretato nel senso che i danni subiti dal conducente del solo veicolo coinvolto in un incidente stradale non devono essere coperti dall'assicurazione obbligatoria della responsabilità civile risultante dalla circolazione di autoveicoli prevista da tale direttiva, anche qualora un passeggero sia intervenuto nella guida di tale veicolo e tale intervento abbia provocato detto incidente.
Corte di giustizia UE, quarta sezione, 12 febbraio 2026
Contratti pubblici: la CGUE si pronuncia sull'interpretazione dell'art. 5-duodecies, § 1, lett. c), del regolamento (UE) 833/2014, concernente misure restrittive in considerazione delle azioni della Russia che destabilizzano la situazione in Ucraina
L'art. 5-duodecies, § 1, lett. c), del regolamento (UE) n. 833/2014 del Consiglio, del 31 luglio 2014, concernente misure restrittive in considerazione delle azioni della Russia che destabilizzano la situazione in Ucraina, come modificato dal regolamento (UE) 2022/576 del Consiglio, dell'8 aprile 2022, dev'essere interpretato nel senso che il divieto di aggiudicare o proseguire l'esecuzione di qualsiasi contratto di appalto pubblico a o con «una persona fisica o giuridica, un'entità o un organismo che agiscono per conto o sotto la direzione» di un'«entità» di cui all'art. 5-duodecies, § 1, lett. a) o b), di tale regolamento, come modificato, non si applica qualora un contratto di appalto pubblico venga aggiudicato dalle autorità competenti di uno Stato membro a una società residente della quale due dei tre membri del consiglio di amministrazione siano cittadini russi e uno di essi, presidente e amministratore delegato dello stesso consiglio di amministrazione, sia anche amministratore unico della società madre della società di cui si tratta, a condizione che tali autorità si siano previamente assicurate, nell'ambito dell'esame esaustivo di tutte le circostanze rilevanti del caso di specie che incombe loro effettuare ogni qualvolta intendano aggiudicare un contratto di appalto pubblico a una società non stabilita in Russia ma gestita da un amministratore di cittadinanza russa, che una siffatta aggiudicazione non comporti un rischio plausibile che i fondi che saranno versati a tale società a titolo del contratto di cui si tratta saranno dirottati verso l'economia russa, qualora non sia dimostrato o sia quantomeno fortemente improbabile che tale amministratore disponga, di fatto, di un potere di controllo su detta società (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Consiglio di Stato).
Corte di giustizia UE, quinta sezione, 12 febbraio 2026
Appalti pubblici: quando le clausole della lex specialis si prestano a interpretazioni diverse, va preferita quella che consente la più ampia partecipazione dei concorrenti
In tema di procedure per l'affidamento di contratti pubblici: a) nell'interpretazione della lex specialis di gara, si osservano i criteri letterale e sistematico dettati dagli artt. 1362 e 1363 c.c.; b) allorquando le clausole del bando o del disciplinare si prestino a interpretazioni diverse, il principio del favor partecipationis impone di preferire quella che consente la più ampia partecipazione dei concorrenti. ● V. anche, in questa Rivista: CdS, sez. V, sentt. nn. 2130/2020 e 434/2019; TAR Campania, sez. V, sent. n. 5971/2021; TAR Campania, Salerno, sez. I, sent. n. 2856/2023; TAR Lombardia, sez. II, sent. n. 3270/2025.
Consiglio di Stato, sezione III, 30 gennaio 2026, n. 803
Società in house: sull'assunzione di personale decide il giudice ordinario
Appartengono alla giurisdizione del giudice ordinario le controversie riguardanti le selezioni per l'assunzione di personale indette da una società pubblica costituita secondo il modello dell'in house providing. ● V. anche, in questa Rivista: Cass. civ., sez. un., sent. n. 7759/2017; CdS, sez. IV, sent. n. 4551/2017; TAR Abruzzo, Pescara, sent. n. 101/2018; TAR Puglia, Lecce, sez. II, sent. n. 1081/2024; TAR Sicilia, sez. III, sent. n. 2690/2021; TAR Veneto, sez. I, sent. n. 70/2023.
Consiglio di Stato, sezione V, 29 gennaio 2026, n. 743
Processo amministrativo: il termine per appellare le sentenze di ottemperanza è dimidiato
In tema di processo amministrativo, ai sensi del combinato disposto degli artt. 87, commi 2, lett. d), e 3, e 92, comma 3, c.p.a., il termine per proporre appello avverso una sentenza di ottemperanza è dimidiato rispetto a quello ordinario. ● V. anche, in questa Rivista: CdS, sez. V, sent. n. 163/2025; sez. VII, sentt. nn. 9514 e 8692/2025.
Consiglio di Stato, sezione VII, 28 gennaio 2026, n. 706
Appalti pubblici: l'annullamento in autotutela dell'aggiudicazione dev'essere preceduto dalla comunicazione di avvio del procedimento
In tema di procedure per l'affidamento di contratti pubblici, è illegittimo l'annullamento dell'aggiudicazione della gara disposto in autotutela ai sensi dell'art. 21-nonies della l. 7 agosto 1990, n. 241 («Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi»), ove non preceduto dalla comunicazione di avvio del procedimento ex art. 7 l. cit. ● V. anche TAR Calabria, sez. I, sent. n. 505/2020, e TAR Puglia, Lecce, sez. II, sent. n. 991/2024, entrambe in questa Rivista.
TAR Campania, sezione I, 30 gennaio 2026, n. 642
Appalti pubblici: l'impresa che non ha partecipato alla gara o ne è stata esclusa non può impugnare l'aggiudicazione
In tema di procedure per l'affidamento di contratti pubblici, l'operatore economico che non abbia partecipato alla gara, oppure ne sia stato escluso, non è legittimato a impugnare l'aggiudicazione della stessa. ● V. anche, in questa Rivista: CdS, ad. plen., sent. n. 4/2018; sez. III, sent. n. 2535/2019; sez. V, sentt. nn. 6069/2023, 9138/2022, 2260/2021 e 8014/2019; TAR Lombardia, Brescia, sez. II, sent. n. 678/2018.
TAR Lombardia, sezione II, 29 gennaio 2026, n. 442
Immigrazione: se ha natura discrezionale, il diniego di rinnovo del permesso di soggiorno dev'essere preceduto dal preavviso di rigetto
In tema di immigrazione, è illegittimo il diniego di rinnovo del permesso di soggiorno, qualora il provvedimento rivesta natura discrezionale e non sia stato preceduto dall'invio del preavviso di rigetto ex art. 10-bis della l. 7 agosto 1990, n. 241 («Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi»). ● V. anche, in questa Rivista: CdS, sez. VI, sent. n. 1386/2021, e sez. VII, sent. n. 333/2024; TAR Lazio, sez. V-bis, sent. n. 13526/2025; TAR Lazio, Latina, sez. I, sent. n. 342/2023; TAR Lombardia, sez. IV, sent. n. 13/2023; TAR Lombardia, Brescia, sez. I, sent. n. 650/2022; TAR Veneto, sez. I, sent. n. 303/2024.
TAR Emilia-Romagna, sezione I, 28 gennaio 2026, n. 142
Accesso ai documenti amministrativi: l'ostensione dei documenti va riconosciuta a prescindere dall'utilità che il richiedente potrà trarne
In tema di accesso ai documenti amministrativi, l'ostensione dei documenti dev'essere riconosciuta a prescindere dall'utilità che il richiedente potrà trarne, atteso che il diritto di accesso mira a soddisfare il mero bisogno di conoscenza non solo dei soggetti interessati, titolari di un diritto soggettivo o di un interesse legittimo, ma anche dei soggetti portatori di interessi diffusi o collettivi, nonché ad assicurare l'imparzialità e la trasparenza dell'azione amministrativa.
TAR Basilicata, 27 gennaio 2026, n. 31
Diritto amministrativo: la motivazione del provvedimento non può essere integrata ex post in sede di giudizio
La motivazione del provvedimento amministrativo non può essere integrata ex post in sede di giudizio, per mezzo di atti processuali o scritti difensivi, costituendo essa componente insostituibile, in quanto presidio di legalità sostanziale, della decisione assunta dall'Amministrazione. ● V. anche CdS, sez. VI, sent. n. 3666/2021, e CGARS, sent. n. 75/2024, entrambe in questa Rivista.
TAR Liguria, sezione I, 26 gennaio 2026, n. 95
Edilizia: il direttore dei lavori strutturali non può essere considerato responsabile dell'abuso
In tema di edilizia, è illegittima l'ordinanza di demolizione dell'intervento abusivo emessa nei confronti del direttore dei lavori delle opere strutturali, non potendo quest'ultimo, allorché si sia limitato a dare esecuzione a un progetto redatto e presentato da altri, essere considerato «responsabile dell'abuso» ai sensi dell'art. 31 del d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 [«Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia. (Testo A)»].
TAR Abruzzo, sezione I, 23 gennaio 2026, n. 42
Edilizia: nell'ipotesi di abuso, l'acquisizione gratuita al patrimonio comunale e l'irrogazione della sanzione pecuniaria non possono essere disposte prima di novanta giorni dall'ingiunzione alla demolizione e al ripristino dello stato dei luoghi
È illegittimo il provvedimento che, nell'ipotesi di abuso edilizio, disponga l'acquisizione gratuita al patrimonio comunale e l'irrogazione della sanzione amministrativa pecuniaria ex art. 31, commi 3 e 4-bis, del d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 [«Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia. (Testo A)»], prima che sia decorso il termine di novanta giorni, stabilito nel predetto comma 3, dalla notificazione al responsabile dell'abuso dell'ingiunzione alla demolizione e al ripristino dello stato dei luoghi.
CGA Regione Siciliana, 27 gennaio 2026, n. 64
Reati ambientali: lo sversamento nella rete fognaria di acque reflue provenienti dall'attività di autolavaggio effettuato senza la prescritta AUA è punito con la sanzione penale ex art. 137, comma 1, d.lgs. 152/2006
In tema di reati ambientali, è applicabile la sanzione penale di cui all'art. 137, comma 1, del d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152 («Norme in materia ambientale»), allo sversamento nella rete fognaria di acque reflue provenienti dall'attività di autolavaggio, effettuato in mancanza della prescritta autorizzazione unica ambientale (AUA), pur non recando il d.P.R. 13 marzo 2013, n. 59 («Regolamento recante la disciplina dell'autorizzazione unica ambientale e la semplificazione di adempimenti amministrativi in materia ambientale gravanti sulle piccole e medie imprese e sugli impianti non soggetti ad autorizzazione integrata ambientale, a norma dell'articolo 23 del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 aprile 2012, n. 35»), disposizioni sanzionatorie e di coordinamento con il regime punitivo previsto dal predetto d.lgs.
Corte di cassazione, sezione III penale, 26 novembre 2025, n. 41677 (dep. 30 dicembre 2025)
Delitti contro la P.A.: affinché si configuri il delitto di istigazione alla corruzione ex art. 322, comma 2, c.p., è necessario che l'offerta sia connotata da reale serietà e da specifica idoneità offensiva
In tema di delitti contro la Pubblica Amministrazione, al fine di coniugare il principio di necessaria offensività del reato con quello, valorizzato dalla Corte costituzionale nella sentenza 18 luglio 2025, n. 113, di proporzionalità della pena, che impongono una rafforzata selezione delle ipotesi fattuali riconducibili al tipo astratto, con riguardo al delitto di istigazione alla corruzione ex art. 322, comma 2, c.p., al quale non è applicabile la causa di non punibilità di cui all'art. 131-bis c.p. (particolare tenuità del fatto), il tema della serietà e dell'idoneità offensiva dell'offerta dev'essere valutato in modo da poter concretamente giustificare la correlazione tra la pena inflitta e la condotta tenuta dal soggetto agente. ● V. anche Corte cost., sent. n. 113/2025, in questa Rivista.
Corte di cassazione, sezione VI penale, 9 ottobre 2025, n. 40822 (dep. 19 dicembre 2025)
Procedura penale: la parte civile ha interesse a impugnare la sentenza nei punti relativi alla sussistenza di circostanze del reato che incidono sulla liquidazione del danno
In tema di procedura penale, la parte civile ha interesse a impugnare la sentenza con riguardo ai punti relativi alla sussistenza di circostanze aggravanti o attenuanti del reato che incidano sulla liquidazione del danno patrimoniale o non patrimoniale, mentre non ha interesse a impugnare la sentenza con riferimento a circostanze che influiscano esclusivamente sul trattamento sanzionatorio.
Corte di cassazione, sezioni unite penali, 26 giugno 2025, n. 40000 (dep. 12 dicembre 2025)
Project financing: il diritto di prelazione riconosciuto al promotore dalla normativa italiana viola il diritto UE
L'art. 3, § 1, della direttiva 2014/23/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014, sull'aggiudicazione dei contratti di concessione, in combinato disposto con l'art. 49 TFUE, con gli artt. 30 e 41, nonché con il considerando 68 di tale direttiva, dev'essere interpretato nel senso che esso osta a che uno Stato membro riconosca al promotore di una procedura di finanza di progetto un diritto di prelazione che gli consente, nell'ipotesi in cui il contratto di cui trattasi non gli sia stato inizialmente aggiudicato, di adeguare la sua offerta a quella dell'aggiudicatario inizialmente prescelto e di ottenere così l'aggiudicazione di tale contratto, a condizione di rimborsare le spese che l'aggiudicatario iniziale ha sostenuto per preparare la sua offerta, senza che tale rimborso possa superare il 2,5% del valore stimato dell'investimento atteso dall'aggiudicatario a partire dal progetto di fattibilità posto a base di gara (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Consiglio di Stato).
Corte di giustizia UE, seconda sezione, 5 febbraio 2026
Agricoltura: gli Stati UE possono, a determinate condizioni, vietare la coltivazione di OGM sul proprio territorio
Nel rispondere a due domande di pronuncia pregiudiziale ex art. 267 TFUE, proposte l'una dal Consiglio di Stato e l'altra dal Tribunale di Udine, la Corte di giustizia dell'Unione europea ha affermato che gli Stati membri possono, a determinate condizioni, vietare la coltivazione di organismi geneticamente modificati (OGM) sul proprio territorio. ● V. anche, in questa Rivista: CGUE, grande sezione, sent. 25 luglio 2018, causa C-528/16; seconda sezione, sent. 7 luglio 2022, causa C-24/21; terza sezione, sent. 13 settembre 2017, causa C-111/16; CdS, sez. III, sent. n. 605/2015; TAR Friuli-Venezia Giulia, sez. I, sent. n. 146/2015; nonché l'articolo di A. Oddi, Sicurezza alimentare, tutela dei consumatori e biotecnologie.
Corte di giustizia UE, prima sezione, 5 febbraio 2026
Lavori pubblici: il progetto di fattibilità tecnico-economica va impugnato subito
In tema di lavori pubblici, è inammissibile il ricorso contro l'atto di approvazione del progetto esecutivo, qualora si censurino previsioni già chiaramente contenute nel precedente progetto di fattibilità tecnico-economica, quest'ultimo essendo dotato di immediata lesività, con conseguente onere per chi ne sia inciso di impugnarlo tempestivamente.
TAR Piemonte, sezione II, 22 gennaio 2026, n. 102
Elezioni comunali: soltanto l'elettore con disabilità fisica è ammesso al voto assistito
In tema di elezioni comunali, ai sensi dell'art. 41 del d.P.R. 16 maggio 1960, n. 570 («Testo unico delle leggi per la composizione e la elezione degli organi delle Amministrazioni comunali»), è ammesso al voto assistito soltanto l'elettore che presenti una disabilità fisica, quale cecità, amputazione delle mani, paralisi o altro impedimento di analoga gravità, e non anche quello che versi in una condizione di disabilità cognitivo-mentale.
TAR Puglia, sezione III, 21 gennaio 2026, n. 71
Giurisdizione: sulle graduatorie dei centri per l'impiego decide il giudice ordinario
Appartengono alla giurisdizione del giudice ordinario le controversie riguardanti le graduatorie formate dai centri per l'impiego, scaturendo queste dall'applicazione di parametri di natura sociale predeterminati dalla legge, e non dall'espletamento di procedure concorsuali.
TAR Toscana, sezione III, 20 gennaio 2026, n. 113