Regioni: non è incostituzionale la legge della Sicilia che esonera temporaneamente dalla verifica della regolarità contributiva le imprese beneficiarie degli indennizzi regionali straordinari per i danni provocati dal "ciclone Harry"
Non sono fondate le questioni di legittimità costituzionale - promosse dal Presidente del Consiglio dei ministri in riferimento all'art. 117, secondo comma, lett. e) e o), Cost. e agli artt. 14, lett. g), e 17, lett. f) e h), della l.c. 26 febbraio 1948, n. 2 («Conversione in legge costituzionale dello Statuto della Regione siciliana, approvato con regio decreto legislativo 15 maggio 1946, n. 455») - della legge della Regione Sicilia (n. 3/2026) che esonera temporaneamente dalla verifica della regolarità contributiva le imprese beneficiarie degli indennizzi straordinari, finanziati con risorse regionali, per i danni causati dagli eventi meteorologici avversi del 19, 20 e 21 gennaio 2026 ("ciclone Harry").
Corte costituzionale, 3 novembre 2026, n. 183
Bilancio e contabilità pubblica: è parzialmente incostituzionale la disciplina dei LEP relativi al servizio di assistenza all'autonomia e alla comunicazione personale degli alunni con disabilità (ASACOM)
Sono incostituzionali - per violazione del principio di leale collaborazione - l'art. 1, comma 707, secondo periodo, e l'art. 1, comma 708, secondo periodo, della l. 30 dicembre 2025, n. 199 («Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2026 e bilancio pluriennale per il triennio 2026-2028»), là dove non prevedono l'intesa in sede di Conferenza unificata, rispettivamente, nella determinazione del contenuto dei livelli essenziali delle prestazioni (LEP) in materia di assistenza all'autonomia e alla comunicazione personale degli alunni con disabilità (ASACOM) e nella definizione dei criteri tecnici e delle modalità di accesso, condivisione e utilizzo dei dati del registro nazionale, nonché delle specifiche tipologie di dati funzionali alla rilevazione e alla quantificazione del fabbisogno di assistenza.
Corte costituzionale, 3 novembre 2026, n. 182
Reati militari: è incostituzionale l'art. 227 del codice penale militare di pace (diffamazione)
È incostituzionale - per violazione degli artt. 21, 52 e 117 Cost., quest'ultimo in relazione all'art. 10 CEDU - l'art. 227 del codice penale militare di pace (diffamazione).
Corte costituzionale, 3 novembre 2026, n. 181
Responsabilità della P.A.: l'illegittimità del provvedimento non determina automaticamente la colpa dell'Amministrazione
In sede di giudizio per il risarcimento del danno derivante da provvedimento amministrativo illegittimo, il privato danneggiato può limitarsi a invocare l'illegittimità dell'atto quale indice presuntivo della colpa dell'Amministrazione, gravando su quest'ultima l'onere di dimostrare di essere incorsa in un errore scusabile; tuttavia, la presunzione di colpa può essere riconosciuta soltanto qualora la violazione sia stata commessa in un contesto di circostanze di fatto e in un quadro di riferimento giuridico e fattuale tale da palesare la negligenza o l'imperizia dell'apparato amministrativo, ossia l'aver agito intenzionalmente o in spregio alle regole di correttezza, imparzialità e buona fede nell'assunzione del provvedimento viziato; con la conseguenza che la responsabilità risarcitoria può essere esclusa ove l'Amministrazione dimostri che l'illegittimità è dovuta a un errore scusabile, determinato, fra l'altro, da contrasti giurisprudenziali sull'interpretazione della disposizione applicabile, dall'incerta formulazione di norme di recente introduzione ovvero dalla rilevante complessità della situazione di fatto. ● V. anche, in questa Rivista: CdS, sez. IV, sentt. nn. 5880/2026 e 4896/2016; CGARS, sent. n. 349/2023.
Consiglio di Stato, sezione III, 22 ottobre 2026, n. 7700
Tutela dei consumatori: il professionista deve rispettare non solo gli obblighi espressamente previsti dalle norme di settore, ma anche gli ulteriori doveri di correttezza, buona fede e diligenza professionale imposti dal codice del consumo
In tema di tutela dei consumatori: 1) la disciplina sulle pratiche commerciali scorrette ha portata generale e autonoma rispetto alle norme di settore, sicché il professionista è tenuto a rispettare non solo gli obblighi espressamente previsti da queste ultime, ma anche gli ulteriori doveri di correttezza, buona fede e diligenza professionale imposti dal codice del consumo (d.lgs. 206/2005); 2) il professionista deve rappresentare in maniera chiara e completa tutte le informazioni rilevanti relative alle caratteristiche e alle modalità di effettivo utilizzo del prodotto commercializzato, comprese quelle concernenti i rischi per la salute, quando siano idonee a incidere sulla scelta di acquisto del consumatore medio; 3) la scorrettezza della pratica commerciale, derivante da una rappresentazione non trasparente delle caratteristiche e dei rischi del prodotto, non può ritenersi sanata dalla possibilità per il consumatore di ottenere, anche in un momento immediatamente successivo, ulteriori dettagli informativi, qualora il messaggio promozionale, per il suo contenuto e le modalità di presentazione, risulti già idoneo ad agganciare il consumatore sin dal primo contatto; 4) la pratica commerciale scorretta costituisce un illecito di pericolo, la cui configurazione richiede l'accertamento ex ante dell'idoneità della condotta a falsare il comportamento economico del consumatore medio, senza necessità di dimostrare la produzione di un pregiudizio concreto o l'effettivo condizionamento della decisione commerciale.
Consiglio di Stato, sezione VI, 21 ottobre 2026, n. 7653
Processo amministrativo: l'azione di ottemperanza non è di regola ammissibile per l'esecuzione delle sentenze di accoglimento di interessi oppositivi
In tema di processo amministrativo: a) in sede di giudizio di ottemperanza, non può essere riconosciuto un diritto nuovo e ulteriore rispetto a quello fatto valere e affermato con la sentenza da eseguire, anche se ad essa conseguente o collegato, né possono essere proposte domande che non siano contenute nel decisum della sentenza da eseguire, trovando ingresso solo questioni che sono state oggetto dell'accertamento nel giudizio di cognizione; sicché l'azione di ottemperanza non è di regola ammissibile per l'esecuzione delle sentenze di accoglimento di interessi oppositivi, le quali sono autoesecutive e si esauriscono nell'immediata cancellazione del provvedimento impugnato dal mondo giuridico; b) nell'ipotesi di sentenza caducatoria autoesecutiva, volta a soddisfare un interesse oppositivo, il vincolo che deriva dal giudicato riguarda l'atto annullato (ossia l'oggetto dell'accertamento), con la conseguenza che l'Amministrazione, in mancanza di sopravvenienze, non potrà riadottare un atto dello stesso tenore. ● V. anche, in questa Rivista: CdS, sez. V, sent. n. 1235/2025; TAR Lazio, Latina, sent. n. 363/2022; TAR Sardegna, sez. II, sent. n. 578/2025.
Consiglio di Stato, sezione II, 16 ottobre 2026, n. 7583
Procedura penale: non è incostituzionale l'art. 168-bis, comma 1, c.p., là dove esclude dalla sospensione del procedimento con messa alla prova i delitti di traffico di influenze illecite e di turbata libertà del procedimento di scelta del contraente
Non sono fondate le questioni di legittimità costituzionale - sollevate dal GUP del Tribunale di Pescara in riferimento agli artt. 3, 27, terzo comma, e 76 Cost. - dell'art. 168-bis, comma 1, c.p., là dove esclude dall'ambito di applicazione della sospensione del procedimento con messa alla prova dell'imputato i delitti di traffico di influenze illecite (art. 346-bis c.p.) e di turbata libertà del procedimento di scelta del contraente (art. 353-bis c.p.).
Corte costituzionale, 2 novembre 2026, n. 180
Edilizia e urbanistica: non è incostituzionale la normativa della Regione Puglia sul contributo di costruzione per l'ampliamento volumetrico di edifici residenziali unifamiliari entro il limite del 20% della volumetria esistente
Non è fondata la questione di legittimità costituzionale - sollevata dal Consiglio di Stato in riferimento all'art. 117, terzo comma, Cost. («governo del territorio») - della normativa della Regione Puglia (l. 14/2009) in materia di contributo di costruzione per gli interventi di ampliamento volumetrico di edifici residenziali unifamiliari entro il limite del 20% della volumetria esistente.
Corte costituzionale, 2 novembre 2026, n. 179
Diritto tributario: illegittima la notifica dell'atto impositivo mediante procedura di irreperibilità assoluta se la relata non dà conto in modo puntuale delle attività di ricerca effettivamente svolte dal messo notificatore
È illegittima la notificazione dell'atto impositivo eseguita mediante la procedura di irreperibilità assoluta ex art. 60, comma 1, lett. e), del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600 («Disposizioni comuni in materia di accertamento delle imposte sui redditi»), ove dalla relativa relata non risultino in modo puntuale le attività di ricerca effettivamente svolte dal messo notificatore, così da consentirne la verifica, non essendo a tal fine sufficiente il ricorso a formule generiche o prestampate.
CGT II grado Abruzzo, sezione 6, 13 luglio 2026, n. 525
Confisca penale: il giudice dell'esecuzione deve verificare se la misura ablatoria pregiudica i diritti della persona offesa (quand'anche costituitasi parte civile) alle restituzioni e al risarcimento del danno
La clausola di salvaguardia prevista dall'art. 104-bis, comma 1-sexies, disp. att. c.p.p., nel fare salvi, in ogni ipotesi di sequestro preventivo e di confisca, i diritti della persona offesa dal reato alle restituzioni e al risarcimento del danno, impone al giudice dell'esecuzione di verificare in concreto se l'attuazione della misura ablatoria determini un pregiudizio, totale o parziale, al soddisfacimento del credito restitutorio o risarcitorio della vittima, ancorché questa si sia costituita parte civile nel giudizio di cognizione o la confisca sia stata disposta per equivalente. ● V. anche Cass. pen., sez. un., sent. n. 37200/2025, in questa Rivista.
Corte di cassazione, sezione I penale, 8 maggio 2026, n. 26093 (dep. 13 luglio 2026)
Giurisdizione: sulla prescrizione del credito tributario maturata dopo la notifica della cartella di pagamento e sino all'avvio dell'esecuzione forzata decide il giudice tributario
In tema di riscossione dei crediti tributari, appartengono alla giurisdizione del giudice tributario le controversie riguardanti la delibazione dell'eccezione di prescrizione del credito sollevata dal contribuente dopo la valida (o comunque non contestata) notificazione della cartella di pagamento, essendo devolute alla giurisdizione del giudice ordinario soltanto le controversie concernenti gli atti dell'esecuzione forzata tributaria successivi alla predetta notificazione.
Corte di cassazione, sezione III civile, 13 ottobre 2026, n. 26781
Procedura civile: nelle controversie di lavoro in appello, la mancata notifica del ricorso e del decreto di fissazione dell'udienza comporta automaticamente l'improcedibilità dell'impugnazione
Nelle controversie di lavoro in grado di appello, la mancata notificazione del ricorso e del decreto di fissazione dell'udienza determina l'improcedibilità dell'impugnazione, senza possibilità per il giudice di assegnare un termine perentorio per provvedervi, a nulla rilevando la notificazione eseguita nel periodo intermedio fra la prima e la seconda udienza, cui la causa sia stata rinviata ex art. 348 c.p.c. per mancata comparizione delle parti, atteso che il ricorrente non può giovarsi di tale ulteriore inerzia al fine di ottenere in altro modo una rimessione in termini che l'ordinamento, in virtù del principio costituzionale della ragionevole durata del processo (art. 111, secondo comma, Cost.), non consente di riconnettere a una notificazione puramente e semplicemente omessa.
Corte di cassazione, sezione lavoro, 18 settembre 2026, n. 25529
Processo amministrativo: il ricorso contro l'ammonimento questorile per condotte di violenza domestica (art. 3 d.l. 93/2013) va notificato anche alla vittima
In tema di processo amministrativo, il ricorso avverso il provvedimento di ammonimento per condotte di violenza domestica emesso dal questore ai sensi dell'art. 3 del d.l. 14 agosto 2013, n. 93 («Disposizioni urgenti in materia di sicurezza e per il contrasto della violenza di genere, nonché in tema di protezione civile e di commissariamento delle province»), convertito, con modificazioni, nella l. 15 ottobre 2013, n. 119, dev'essere notificato, pena l'inammissibilità, anche alla persona offesa, in quanto soggetto controinteressato (art. 41, comma 2, c.p.a.). ● V. anche TAR Lombardia, sez. I, sent. n. 1507/2025, in questa Rivista.
TAR Lombardia, sezione I, 13 ottobre 2026, n. 4553
Accesso alle informazioni ambientali: il silenzio della P.A. sull'istanza integra un inadempimento dell'obbligo di provvedere, a fronte del quale il richiedente può adire il giudice amministrativo ex artt. 7 d.lgs. 195/2005 e 116 c.p.a.
Il silenzio serbato dall'Amministrazione sull'istanza di accesso alle informazioni ambientali non assume valore di diniego tacito, ma integra un inadempimento dell'obbligo di provvedere mediante l'adozione di una determinazione espressa e motivata, a fronte del quale il richiedente può adire il giudice amministrativo ai sensi degli artt. 7 del d.lgs. 19 agosto 2005, n. 195 («Attuazione della direttiva 2003 aprile CE sull'accesso del pubblico all'informazione ambientale»), e 116 c.p.a.
TAR Abruzzo, 12 ottobre 2026, n. 686
Contratti pubblici: il subappaltatore non può impugnare il provvedimento che nega all'appaltatore l'autorizzazione al subappalto
In tema di procedure per l'affidamento di contratti pubblici, il subappaltatore non è legittimato a impugnare il provvedimento che nega all'appaltatore l'autorizzazione al subappalto, essendo portatore di un interesse di mero fatto, come tale non azionabile né in sede procedimentale né in sede giurisdizionale.
TAR Emilia-Romagna, Parma, 9 ottobre 2026, n. 445
Giurisdizione: sul ritiro di contributi pubblici per carenza dei presupposti normativi decide il giudice ordinario
Appartengono alla giurisdizione del giudice ordinario le controversie riguardanti il ritiro o recupero di contributi pubblici per difetto dei requisiti normativamente previsti, pur qualora il relativo atto sia formalmente qualificato come revoca o annullamento (fattispecie relativa al ritiro di un contributo post-sisma). ● V. anche, in questa Rivista: Cass. civ., sez. un., ord. n. 11489/2025; TAR Liguria, sez. I, sent. n. 1192/2025; TAR Molise, sent. n. 273/2026.
TAR Abruzzo, 8 ottobre 2026, n. 665
Edilizia e urbanistica: la scadenza della convenzione urbanistica e la prescrizione degli obblighi dei privati non esonerano il Comune dal completamento delle opere di urbanizzazione e dall'acquisizione delle aree necessarie fino a nuova pianificazione
In tema di edilizia e urbanistica: a) la scadenza della convenzione urbanistica e la prescrizione delle azioni di adempimento esperibili nei confronti dei soggetti privati obbligati non determinano il venir meno dell'obbligo pubblicistico del Comune di garantire l'ordinato assetto del territorio, mediante il completamento delle opere di urbanizzazione previste da un piano di lottizzazione, qualora tali opere risultino ancora necessarie alla realizzazione dell'assetto urbanistico programmato; b) tale obbligo, fondato sull'art. 28 della l. 17 agosto 1942, n. 1150 («Legge urbanistica»), permane fintantoché non divenga efficace un nuovo strumento di pianificazione urbanistica che ridisciplini la destinazione dell'area; a tal fine, il Comune è tenuto ad attivare le iniziative necessarie per acquisire la proprietà o la disponibilità delle aree occorrenti, anche mediante gli strumenti coattivi previsti dall'ordinamento, e a provvedere al completamento e al collaudo delle opere di urbanizzazione; c) né il rilascio dell'agibilità degli edifici già realizzati né la mera adozione di una variante urbanistica ancora priva di efficacia sono sufficienti, di per sé, a escludere detto obbligo.
TAR Veneto, sezione II, 7 ottobre 2026, n. 1926
Appalti pubblici: la revisione dei prezzi dei contratti attuativi di convenzioni-quadro spetta alla singola amministrazione contraente, non al soggetto aggregatore
Nei contratti pubblici attuativi di convenzioni-quadro stipulate da un soggetto aggregatore, la competenza a provvedere sulle istanze di revisione dei prezzi spetta alla singola amministrazione contraente, che stipula il contratto esecutivo e beneficia direttamente della prestazione, e non già al soggetto aggregatore; ciò in quanto la funzione revisionale attiene alla fase esecutiva del rapporto contrattuale e presuppone una valutazione delle specifiche condizioni economiche, tecniche e operative della singola commessa, nonché del necessario equilibrio fra i costi del servizio e la qualità delle prestazioni, valutazione che, richiedendo una conoscenza diretta degli elementi caratterizzanti il rapporto, non può che competere all'amministrazione interessata.
Consiglio di Stato, sezione V, 15 ottobre 2026, n. 7544
Processo amministrativo: il dimezzamento dei termini dei riti camerali non cautelari vale anche per i relativi giudizi di impugnazione (art. 119 c.p.a.)
In tema di processo amministrativo, ai sensi dell'art. 119, commi 1, 2 e 7, c.p.a., la regola del dimezzamento dei termini propria dei riti camerali non cautelari si applica anche ai relativi giudizi di impugnazione (appello, revocazione e opposizione di terzo), sicché il termine per proporre gravame sarà di trenta giorni dalla notificazione o, in difetto di questa, di tre mesi dalla pubblicazione della sentenza. ● V. anche CdS, sez. V, sent. n. 163/2025, in questa Rivista.
Consiglio di Stato, sezione II, 14 ottobre 2026, n. 7514
Contributi pubblici: l'erogazione in favore di enti non profit può essere subordinata all'assenza di condizioni di insolvenza o di gravi squilibri economici, patrimoniali e finanziari
Gli enti del terzo settore e, più in generale, gli enti non profit, sebbene privi di carattere commerciale e non assoggettati alla liquidazione giudiziale, sono tenuti a osservare criteri di corretta gestione patrimoniale e finanziaria, funzionali alla sostenibilità delle attività istituzionali; ne consegue che l'Amministrazione può subordinare l'erogazione di contributi pubblici all'assenza di condizioni di insolvenza o di gravi squilibri economici, patrimoniali e finanziari, purché i relativi presupposti siano individuati sulla base di parametri giuridicamente pertinenti, concretamente verificabili e non rimessi a valutazioni meramente soggettive.
Consiglio di Stato, sezione VI, 13 ottobre 2026, n. 7499